SMART WORKING. UN’OPPORTUNITA’ NON SOLO PER LE AZIENDE

Nell’ultimo periodo si è sentito sempre più parlare di Smart Working, ma forse pochi sanno di cosa si tratta e come funziona.

Il significato dello “Smart Working” non è immediato e nemmeno così intuitivo. In italiano questo termine viene tradotto con “lavoro agile”, questo perché viene inteso come una nuova strategia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi , degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati.Quindi lo Smart Working è un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda proponendo una maggior autonomia nelle modalità di lavoro, a fronte del raggiungimento dei risultati. Non si lavora più su base oraria ma per obiettivi.

La rivoluzione digitale ha cambiato la filosofia di approccio al lavoro, consentendo una maggiore flessibilità, e nello Smart Working la tecnologia gioca un ruolo chiave. Grazie all’applicazione delle tecnologie avanzate si riesce a connettere persone, spazi e oggetti ai processi di business con l’obiettivo di aumentare la produttività, innovare e coinvolgere persone e gruppi di lavoro.

Bisogna comunque sempre tener presente che adottare lo Smart Working non vuol dire soltanto lavorare da casa e utilizzare le nuove tecnologie ma in questo nuovo modello organizzativo il concetto di ufficio diventa “aperto” e il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone, genera relazioni che oltrepassano i confini aziendali, stimola nuove idee e quindi nuovo business.

Anche le istituzioni sono ormai consapevoli dell’importanza che ha oggi dare la possibilità ai dipendenti di lavorare in modo flessibile rispetto al luogo e all’orario attraverso l’uso delle tecnologie digitali, proprio in virtù degli effetti positivi riscontrati in termine di qualità di lavoro. A questo proposito nel giugno 2017, con il Job Act, è entrata in vigore la legge che disciplina il lavoro agile in Italia, la quale è stata uno stimolo ad adottare questo nuovo metodo di lavoro nelle imprese che ancora non lo conoscevano.

Una delle principali caratteristiche dello Smart Working è il forte cambiamento culturale. Al giorno d’oggi le persone sono pronte a questo cambiamento grazie alla diffusione sempre maggiore degli smartphone, i quali consentono di comunicare, lavorare e rimanere connessi in mobilità.

Oggi gli italiani comunicano attraverso una pluralità di dispositivi, sia di proprietà che aziendali. Dall’avvento dell’Home Banking e successivamente servizi a mezzo di portali internet e naturalmente la vendita online con l’e-commerce, l’intento è quello di far spostare sempre meno le persone. Di conseguenza, cresce l’esigenza di definire le politiche di gestione rispetto alla pluralità di dispositivi fissi e mobili utilizzati dalle risorse che lavorano o collaborano con le organizzazioni. In termini di dotazione tecnologica, quella standard per consentire il lavorare da remoto, e applicare così lo Smart Working, generalmente si compone di PC portatile, VPN e servizi di social collaboration e solo quando necessari vengono introdotti device mobili come smartphone e tablet.

Lo Smart Working, in estrema sintesi, è una nuova dimensione del lavoro che da un lato favorisce la produttività individuale e la continuità operativa dell’utente e, dall’altro, permette una significativa flessibilità rispetto al posto di lavoro, aumentando così la produttività.

Maurizio Foffano

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