IL CORONAVIRUS CI HA FATTO PERDERE GLI SCHEMI E ACQUISIRE NUOVE PROSPETTIVE.

Abbiamo perso gli schemi e quella ripetitività che ci dava il ritmo della vita. La scuola, il lavoro, il fine settimana, le vacanze estive, il Natale, il campionato, e tutto ciò che ci riempiva la giornata. Abbiamo perso il tempo, dalle alle, il sabato sera, gli incontri, la discoteca, la pizza, lo shopping …

Tutto ridimensionato, tutto concentrato nella nostra casa, nella nostra cameretta, il mondo davanti ad uno schermo. Uno schermo piccolo, grande, grandissimo, piccolissimo, con immagini, filmati, interviste o semplicemente chat, messaggi, videochiamate. Tutto modernissimo; tutto velocissimo. La tecnologia in soccorso. Il cellulare, essere connesso per rimanere in contatto. Io resto a casa è la parola d’ordine è la cura più efficace. Chi ci governa ha stabilito nuove regole per contrastare l'emergenza coronavirus; si può uscire per andare al lavoro, per ragioni di salute o per andare a fare la spesa. Consentita l'attività sportiva all'aperto o la passeggiata purché da soli e sono previste sanzioni per chi trasgredisce. Chi l’avrebbe mai immaginato! Tutto in pochi giorni.

L'emergenza sanitaria sta cambiando le nostre abitudini, costringendoci a prestare sempre più attenzione all'igiene, ma anche il modo di relazionarci con gli altri. Abbiamo paura e prestiamo massima attenzione a chi ci avvicina e le occasioni di socialità sono diventate più rare, la comunicazione sui social, gli affetti, le amicizie, come anche le persone più o meno note offrono lo spunto per riflettere sulla nostra esistenza. A volte basta poco per cambiare il corso inarrestabile della storia. Mentre il coronavirus o covid-19 si diffonde, l’impatto nel mondo globalizzato produce contraccolpi mai visti.

Il nostro senso di potere è venuto meno, come anche si è modificato il senso di onnipotenza e di invulnerabilità ai quali la scienza e la tecnica ci avevano abituati. Così ci siamo scoperti fragili come mai avremmo pensato di poter essere. Gli infettati, i ricoverati, i morti ci stanno disorientando. Statistiche allarmanti. Sembrava tutto lontano, tutto non appartenente alla nostra quotidianità, ma lo scenario è cambiato così rapidamente che non ce ne rendiamo ancora conto, non tutti. Gli appelli dei politici, degli scienziati, esperti di ogni genere ci invitano a rispettare delle regole diverse da quelle che guidavano le nostre giornate.

Pur con tutte le difficoltà associate alla rinuncia di un’ampia parte della libertà individuale, il cambiamento del nostro stile di vita è stato radicale, con le conseguenti ripercussioni negative su un sistema economico già in difficoltà. Un nuovo stile di vita che mette in risalto il fatto che le problematiche non hanno confini e che il male colpisce tutti. Con la pandemia è arrivata la paura e la paura si è trasformata in solidarietà e spirito di sopravvivenza.

Quella che stiamo vivendo è una sfida dai lineamenti del tutto nuovi. Dalle piccole comunità alle grandi città che costituiscono il sistema Paese, basate sul lavoro, sulle attività delle imprese e degli individui che affrontano senza mascherina l’incertezza del domani. Finirà. Sicuramente passerà anche questo momento nero, ed è proprio la forza che esiste dentro di noi, vissuta nella giusta prospettiva, che potrà generare nuove opportunità, un nuovo modo di vivere.

Andrà tutto bene … Lo racconteremo ai nipotini …

Maurizio Foffano

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